Stiamo assistendo a livello globale ad un aumento di attenzione e consapevolezza riguardo al cibo che viene consumato. In particolare, sempre più ristoranti offrono opzioni senza l’utilizzo di prodotti animali per andare incontro alle esigenze dei clienti vegani oppure opzioni di cibo senza glutine per i clienti celiaci.

Le istituzioni politiche (si veda l’Unione Europea) regolamentano in misura sempre maggiore l’etichettatura dei prodotti in modo da garantire la massima tracciabilità e qualità degli ingredienti.

In questo contesto di miglioramento globale degli standard e delle aspettative, un’iniziativa come quella di Samuel West in Svezia, non può di certo passare inosservata. Infatti, a fine ottobre aprirà nella città di Malmö il Disgusting Food Museum, il museo del cibo disgustevole.

Ma la maggior parte dei cibi esposti come rivoltevoli, sono in realtà delle delicatezze nei loro Paesi nativi. Uno tra loro il casu marzu, formaggio pecorino o caprino sardo colonizzato dalle larve di mosca.

Il sito ufficiale del museo lo racconta così: “La funzione evolutiva del disgusto è di aiutarci ad evitare malattie e il cibo non sicuro. Il disgusto è una delle sei emozioni umane fondamentali. Mentre le emozioni sono universali, i cibi che troviamo disgustevoli non lo sono. Ciò che è delizioso per una persona può rivoltare un’altra. Disgusting Food Museum invita i visitatori ad esplorare il mondo del cibo e le loro idee su ciò che è e ciò che non è commestibile. Cambiare la nostra concezione di disgusto potrebbe aiutarci ad abbracciare i cibi ecosostenibili del futuro?”.

Ecco una lista di alcuni dei cibi che si possono trovare all’interno del museo:

  • Surströmming – aringa fermentata dalla Svezia.
  • Cuy – porcellini d’india arrostiti dal Perù.
  • Casu marzu – formaggio infestato da larve della Sardegna
  • Tofu puzzolente – cagliata di fagioli pungenti dalla Cina.
  • Hákarl – squalo ben invecchiato dall’Islanda.
  • Durian – frutta maleodorante proveniente dalla Tailandia.
  • Natto – fagioli di soia fermentati dal Giappone.
  • Vino ai topi – vino infuso con topi senza pelo dalla Cina.

 

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